Vincenzo Cechet

Foto colori

Vincenzo Cechet è nato a Trieste nel 1968 ed attualmente vive e lavora ad Opicina. Pittore di astrazione figurativa, da alcuni anni partecipa alla vita artistica regionale e nazionale, prendendo parte a mostre, rassegne e concorsi dove si aggiudica premi e riconoscimenti da parte del pubblico e della critica, soprattutto per gli indiscutibili pregi formali che offrono una lezione di vita pensosa e gioiosa insieme, quasi francescana. Hanno parlato di lui critici e giornalisti su quotidiani riviste e libri d'arte e le sue opere sono presso collezionisti in svariate città italiane.

Vincenzo Cechet ha partecipato a oltre 130 esposizioni in Italia e all'estero. Presente in importanti rassegne artistiche: Biennali, Trivenete, Fiere d'arte di Padova, Vicenza, Udine, Pordenone, Verona, Treviso, Milano, Torino, Firenze, Venezia, Bologna, Trieste. In campo internazionale mostre in Austria, Jugoslavia, Germania, Svizzera. Presente su quotidiani, riviste, e libri d'arte (Artenova, ArteOggi, Quadri&Sculture, ArteIn Disegnare e Dipingere...). Numerose opere realizzate in edifici privati, trompe d'oile, sfondi e ambientazioni. La sua attività è trattata presso la Galleria G.B.Tiepolo di Udine.

Dicono di lui

Lavorare con tenace e profondo impegno per comorre l'immagine pittorica della propria terra e della propria gente colta nell'alternarsi delle stagioni ed espressa in una sorta di racconto che non elude mai il reale, svolgere la sicchezza della propria aspirazione sempre in maniera coerente e constante; a questo volge l'operazione estetica di Vincenzo Cechet, artista giuliano la cui pittura ha un sapore ed un sentimento profondamente lirico, una visione fertile della terra da cui trae quell'inspirazione che trapela dai paesaggi e che si spiega in un ritmo e in una voce di canto.

Al mito ormai decaduto, della società industrializzata e del benessere, Cechet contrappone il richiamo a quei valori naturali che l'uomo contemporaneo difficilmente riuscirà a rittingere senza purezza di cuore e probità artistica. Nelle sue composizioni, convengono spontaneità e poesia, che sorrette da un tecnica persuasiva sempre più ricca di esperienze, riescono ad evidenziare ed esaltare gli effetti luminosi e cromatici delle sue vedute.

Ogni suo quadro è un messaggio di immediatezza, fatto di pennellate rapide e decise che dimostrano ampiamente il desiderio dell'artista di non ritardare le proprie spinte emotivve e traspare, da una attenta lettura, il carattere ottimista del Cechet che si rivela un sereno ammiratore delle cose di natura, che vengono sollevate su di un piano di pacata contemplazione, con il tentativo di cogliere gli aspetti più intimi, illuminandoli con un ricco e suadente magnetismo e filtrandoli attraverso la sua esperienza e la sua sensibilità.

Il suo discoro attravero un gioco di toni talvolta delicatissimi ma dove sempre il colore domina in una concezione vergine, è un discorso di amore sincero per tutto ciò che lo circonda ed a volte i suoi paesaggi trascendono da ciò che e pura visione per andare oltre la mera rappresentazione, in un'atmosfera di struggente lirismo.

Mario Domenico Storari

Il paesaggio carsico, protagonista dei suoi quadri, è raffigurato non in modo statico o definitivo, ma attraverso una ricchissima gamma di toni e sfumature, a seconda del variare del tempo e delle stagioni. Si possono trovare infatti campagne o marine assolate, dove la potenza cromatica di certi ocra e blu cobalto evoca la forza vitale di una natura aspra e solare insieme, oppure scene più delicate di tramonti e calde luci autunnali, dove i colori si attenuano in accordi più dolci.

Sentendosi portato verso il genere del realismo paesaggistico, Cechet sperimenta comunque anche altre soluzioni: accanto a scorci di paesaggio tratti dal vero, di notevole qualità figurativa, convivono tele d'impronta più astratta, in cui le pennellate diventano più corpose e gestuali, lasciando libero spazio all'immaginazione di chi guarda; cielo e terra trascolorano insieme in profondità di silenzi ancestrali, mentre le forme degli oggetti creano suggestive dissolvenze.

Caterina Sandrelli

Lieve come una carezza di una piuma, la pittura misura l'ampiezza dell'orizzonte. È un'esplorazione sensibile e trepida, che coglie i sottili spessori dei vapori, le vibrazioni dell'erba, il trascolorarsi del cielo. La bellezza della natura diventa un espandersi armonioso del sentimento, dove ogni pulsazione vitale diventa musica del cosmo.

Paolo Rizzi